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Campioni e meteore

Riccardo Innocenti: “Ho Vasto e i vastesi nel cuore, tredici anni fa pensavo di restarci a vita”

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12/07/2017 – Il bomber ravennate tredici anni dopo ripercorre la sua stagione in biancorosso. Oggi alla soglia dei 43 anni continua a segnare e centrare promozioni

“Alè Innocenti alè, alè Innocenti alè,  alè Innocenti alè, sfonda la rete Innocenti alè”. Tra il 2003 e il 2004 la Curva d’Avalos ha idolatrato Riccardo ‘Re Leone’ Innocenti capace in una sola, ma intensissima, stagione di entrare nel cuore del tifo biancorosso. Un amore corrisposto dal bomber ravennate e che a distanza di tredici anni è ancora ben saldo, arrivò a Vasto alla soglia dei trent’anni, la sua grinta e il fiuto sotto porta lo fecero diventare in poco tempo l’idolo dell’Aragona, stima ricambiata con 20 reti nella stagione che valse il ritorno in C2, grazie al ripescaggio, dopo la vittoria nei playoff contro il Bojano. Oggi di anni ne ha quasi 43(da compiere a ottobre), pensate a lui come allenatore o dirigente? Vi sbagliate di grosso, Innocenti continua a divertirsi in campo con il ‘suo’ Ravenna, 14 gol tre stagioni fa per riportare i giallorossi in Serie D, 13 reti un anno fa e nell’ultima stagione 6 gol pesanti(in 1300 minuti di gioco) per accompagnare i ravennati alla promozione in Lega Pro. Dai 40 anni in poi 33 gol e due promozioni in tre stagioni e non ditegli di appendere le scarpette al chiodo, ha ancora diversi obiettivi da raggiungere.

Riccardo Innocenti, a quasi 43 anni si diverte ancora a gonfiare la rete, dove trova gli stimoli per andare avanti mantenendo ancora un ottimo rendimento? “In campo mi diverto ancora come un bambino, specie negli ultimi anni a Ravenna me la sono goduta, quattro anni fa avevo deciso di provare l’esperienza all’estero a Malta per far conoscere un altro mondo anche alle mie piccole figlie, poi sono andato sempre in quella stagione in C a Sorrento ma sono stati gli ultimi anni da professionista, la scelta di tornare a Ravenna l’ho fatto con il cuore, continuando a togliermi altre soddisfazioni come gli otre 30 gol in tre stagioni e le due promozioni salendo dall’Eccellenza alla Lega Pro”.

Dopo aver contribuito alla rinascita calcistica del Ravenna si sentirebbe pronto per un’altra stagione di nuovo tra i professionisti o sta facendo altre valutazioni? “In campo mi diverto ancora e voglio continuare a farlo, con i dirigenti ci siamo già incontrati, ci sono ancora delle valutazioni da completare ma io ho ancora da togliermi qualche sfizio, ho realizzato 97 gol in Serie C e 92 in D, in entrambe le categorie mi piacerebbe toccare quota 100, ci sono vicino”.

Ha toccato la doppia cifra per la prima volta nella sua carriera nel 1997, in questi ultimi vent’anni com’è cambiato questo mondo? “Alcuni valori sono rimasti intatti ma ora i giocatori sono più attenti alla cultura dell’alimentazione anche se c’è da dire che alcune normative federali hanno limitato la crescita di questo sport, io a 17 anni venivo mandato in campo per meriti, ora c’è un obbligo che impone le società a schierarsi con un numero definito di under, questo non aiuta i giovani a crescere”.

Ha giocato dalla C1 fino all’Eccellenza, ha mantenuto sempre gli stessi comportamenti o si è adeguato alle categorie? “Sono sempre stato me stesso, in ogni categoria ho sempre dato il massimo, se ho superato i quarant’anni e sono ancora qui è perché passione, fame e curiosità continua di apprendimento non mi hanno mai abbandonato, per fortuna il calcio negli anni si è evoluto, se prima a 32 anni uno come Platini veniva etichettato in fase discendente oggi Totti gioca fino a 40 anni”.

Dal presente a un passato lontano tredici anni, cosa hanno significato per lei Vasto, i vastesi e la Pro Vasto? “Mi piace parlarne al presente, ho Vasto e i vastesi nel cuore, tifo i colori biancorossi dal primo giorno che ho indossato quella maglia, i tifosi mi hanno fatto sentire un re e la Pro Vasto è stata la squadra che mi ha fatto sentire un giocatore vero consacrandomi, quell’anno è stato un trampolino importante per farmi conoscere anche dalle squadre meridionali dove poi ho giocato”.

Nonostante il grande affetto reciproco la sua avventura in biancorosso durò appena dieci mesi, perché la storia d’amore è durata così poco? “Pensavo a Vasto e alla Pro Vasto come basi fondanti della mia vita di uomo e calciatore, fosse stato per me non sarei mai andato via, dopo quella fantastica stagione la nuova dirigenza fece altre valutazioni e impossibilitato a proseguire in biancorosso accettai l’offerta del Gallipoli, altra città a cui sono molto legato”.

Una sola stagione ma intensa, qual è il ricordo che ancora oggi la fa emozionare? “La festa incredibile dopo la vittoria contro il Bojano, la Curva d’Avalos stracolma e in festa per la vittoria dei playoff al termine di una stagione iniziata con qualche problema, a ripensarci mi vengono i brividi, quell’anno fui allenato da un grande uomo, ora purtroppo non c’è più ma Vincenzo Cosco ci insegnò molto, dentro e fuori dal campo”.

Legatissimo a Vasto ma anche con alcuni vastesi il filo conduttore non si è mai spezzato, chi ricorda ancora con grande affetto? “Ancor prima di scendere in campo i vastesi mi avevano fatto sentire uno di loro mettendosi tutti a disposizione con grande gentilezza, potrei dire Nicola Ciccotosto, Antonio ‘Tuzzu’, Giannicola, i ragazzi dei Rangers ma tra i tanti amici il rapporto più forte l’ho stretto con i fratelli Cosimo e Peppino Diella, genuini come pochi, ci sentiamo quotidianamente, con loro c’è un amicizia fortissima”.

Da quando è andato via c’è mai stata la possibilità di tornare a calcare l’Aragona da protagonista o in questi diciassette anni non è mai arrivata una telefonata da Vasto? “Tre estati fa con Pino De Filippis, il direttore sportivo che mi portò alla Pro Vasto nel 2003, ci fu una chiacchierata, la Vastese era in Eccellenza, io stavo ragionando sulla fattibilità della proposta, era fattibile ma poi saltò quel progetto societario e non se fece più nulla ma ancora oggi seguo ogni domenica i risultati, ai colori biancorossi e ai suoi splendidi tifosi auguro ogni bene”.

 

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it