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Calcio

Ripartenza e partite a porte chiuse, parla capitan Fiorillo

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Il numero 1 del Pescara dice la sua sul difficile momento per l’emergenza Coronavirus

Vincenzo Fiorillo, portiere e capitano del Pescara, ha parlato al Corriere dello Sport della situazione attuale, di stallo e attesa, legata all’emergenza Coronavirus.

La questione ripartenza dei campionati è al centro dell’attenzione: “Non so se tutte le squadre siano attrezzate per un ritiro di 40-50 giorni a ‘rischio zero’. Magari in A si, ma in B si fa fatica, per non parlare della C. Poi non si gioca sempre in casa, per le trasferte si dovrebbe andare in alberghi e quindi entrare in contatto con altre persone. Io non ho paura per me, ma se dovessi riportare il contagio a mio figlio piccolo, oppure far rischiare il massaggiatore, il fisioterapista o il medico della squadra, che non ha più vent’anni, ecco, questa è la mia grande paura“.

L’alternativa ci sarebbe, quella di “concentrare tutto in uno spazio limitato di tempo, magari disputando solo play off e play out, potrebbe essere ragionevole – dice Fiorillo -. Ci sarebbero degli scontenti, ma bisogna cercare la soluzione più indolore. Se bisogna comprimere il numero delle partite è ovvio che si debba fare riferimento alle attuali posizioni, d’altronde sono stati disputati 2/3 di campionato”.

L’attesa è lunga: “Spero qualcosa si muova, anche perché, tornando a noi giocatori, ci sono ragazzi che non vedono i figli da mesi e rischiano di non vederli per altri due”.

Lui che di porta è esperto, parla poi delle ‘porte chiuse‘ per la disputa eventuale delle partite. “Terribile, a porte chiuse manca l’emozione, la parte più importante del calcio. Ha un sapore diverso che non c’entra niente con l’atmosfera di una partita vera”. Una soluzione, a suo giudizio, potrebbe essere quella di limitare gli accessi agli stadi: “Tifosi più distanziati tra loro, ma almeno farli andare sugli spalti. Negli stadi più grandi si potrebbe fare tranquillamente, in quelli piccoli sarebbe un tantino più problematico, ma ci si può organizzare“.

Considerazioni finali sul suo Pescara: “Gli ultimi due mesi prima della sosta sono stati più difficili – dice il numero 1 biancazzurro, alla sua sesta stagione in riva all’Adriatico -, ma eravamo in piena emergenza. Recuperati tutti gli infortunati avremmo più occasioni di esprimere il bel gioco del nostro mister. In fondo abbiamo battuto le prime della classe, e se una cosa l’hai già fatta vuol dire che ne hai le potenzialità. Con la rosa al completo ce la possiamo giocare con tutti“.

Redazione Vasport – redazione@vasport.it