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Calcio

Sante D’Alberto: “Il calcio dilettantistico, per il momento, non deve ripartire”

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Il patron del G.S. Montalfano, dopo il pensiero sui ripescaggi, si è fatto sentire anche sul tema riguardante le difficoltà nell’applicare il protocollo

L’esperienza ultra quindicennale lo hanno spinto ancora una volta a dire la sua sul futuro del calcio dilettantistico. Sante D’Alberto, patron del G.S. Montalfano (Terza Categoria vastese) a metà agosto, attraverso un lungo post, aveva criticato la strada del ripescaggio e ora, con una diretta su Facebook, ha spostato lo sguardo su un altro tema su cui si discute in questo periodo di Covid.

Quello della ripartenza del calcio dilettantistico per le categorie più basse dove, da anni da parte di dirigenti, staff tecnici e calciatori, gli sforzi non mancano affatto. “Conosco bene – le parole pronunciate da Sante D’Alberto nel corso della diretta Facebook – il calcio dilettantistico e le tante difficoltà che gravitano intorno a questo mondo. A partire dalle carenze strutturali, non prendo ad esempio i grandi centri ma i piccoli sono da sempre in difficoltà tra campi in terra, spogliatoi con spazi ridotti e piccole tribune. Pensando a queste limitazioni e leggendo le quaranta pagine del protocollo della Figc mi pare difficile che tutto possa essere applicato da parte delle realtà calcistiche dilettantistiche. Spazi e sanificazioni, difficili da attuare ma che andrebbero ad aumentare i costi che, sono sicuro, non tutte le società riuscirebbero a reggere. Non solo, si corre il rischio di andare incontro a sanzioni penali, che si assumerebbe tutte queste responsabilità?

Il calcio dilettantistico – ha continuato D’Alberto – deve ripartire ma non credo sia questo il momento giusto. Bisogna avere ancor più certezze sull’andamento del Covid, sulle decisioni del Comitato Tecnico Scientifico e provare a capire le evoluzioni. Lo sport è un volano importante per tutte le comunità ma non è al primo posto degli interessi, giusto far ripartire in primis lavoro e scuola, poi ben venga lo sport ma solo in assoluta sicurezza. Di questo passo le società andrebbero incontro a due strade tortuose, quella dell’illegalità e le altre che per essere corrette alla lunga non avranno la forza economica per gestire il protocollo della Figc. Ecco perché dico di aspettare ulteriori indicazioni dai piani alti, ripartiamo anche a gennaio/febbraio ma con maggiori certezze e lontano dalle paure. Da questo punto di vista mi auguro che chi di dovere prenda scelte coraggiose, a lungo termine, ma nette e chiare. La salute dei nostri ragazzi viene prima di tutto, non corriamo rischi inutili. In questo momento tutti noi dovremmo ragionare da padri di famiglia e non da presidenti delle squadre di calcio”.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it