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Calcio

Sante D’Alberto: “Il ripescaggio è una scorciatoia, calcio dilettantistico fatto di emozioni e gioie sul campo”

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Il patron del G.S. Montalfano (Terza Categoria) dice la sua sulle tante richieste di ripescaggi che ogni estate vengono presentate

“Calcio dilettantistico e ripescaggi”, il lungo post pubblicato su Facebook dal patron del G. S. Montalfano (Terza Categoria) Sante D’Alberto:

“Solo per gli addetti ai lavori. Sono 15 anni che vivo il calcio dilettantistico da dirigente e ad ogni inizio campionato assisto alla carambola dei ripescaggi dalla categoria inferiore a quella superiore. Un metodo che non ho mai condiviso in quanto credo che nello sport e nella competizione in generale la vittoria vada ricercata sul campo e nel confronto frontale con i propri avversari. Il ripescaggio è di fatto una scorciatoia a senso unico per arrivare prima ad un traguardo che inizialmente ci si era prefissati. Credo che il calcio dilettantistico sia fatto di emozioni e gioie che regala ogni vittoria e di tristezza e amarezza che trasmette una sconfitta, il ripescaggio invece è un atto formale accompagnato da “carte bollate”, telefonata di cortesia a chi dovrà stabilire graduatorie e sperare che la propria domanda venga accolta. Cosa c’entra con lo sport il RIPESCAGGIO? Niente assolutamente niente. Se al calcio del “campanile” togliamo la possibilità di esultare al terzo fischio dell’ultima partita che ci da la matematica vittoria cosa ci resta? Oppure, se ai giovani, anche nello sport gli facciamo credere che “TUTTO SI AGGIUSTA”, quale insegnamento diamo loro? Che anche se non si merita la vittoria si può vincere lo stesso?

Il tutto penalizza anche la qualità tecnica del caponato stesso, ad esempio: se un campionato di prima categoria è disputato da 14 squadre di cui almeno 10 negli ultimi 10 anni hanno beneficiato di un ripescaggio si può chiamare ancora 1° categoria? Quante squadre hanno fatto il salto di categoria e poi nel giro di pochi anni si sono ritrovate a fare il salto nel vuoto e scomparire? Volete gli esempi? In un piccolo paese è meglio avere una squadra in 2° o 3° categoria o è meglio non avere niente dovuta alla scomparsa a causa di salti di categoria insostenibili?

Sono consapevole che il mio è un pensiero non condiviso dagli organi di governo del calcio dilettantistico e non troverò mai i favori di altri dirigenti, però fino a quando ne avrò titolo, anche nelle sedi ufficiali sosterrò l’abolizione dei ripescaggi o almeno limitarli a casi eccezionali

Non me ne vogliano gli amici dirigenti che hanno un’idea diversa della mia, pur sforzandomi riesco anche a capire le ragioni delle scelte di chi si fa ripescare, io resto un romantico del calcio, un sentimentale, uno che vive di emozioni. Uno che quando ho perso, sono andato a fare i complimenti all’avversario con le lacrime agli occhi e sono rimasto senza dormire per diverse notti e sono anche uno di quelli che quando ho vinto, ho urlato di gioia sotto fiumi di prosecco e non ho dormito lo stesso. Tutto ciò non l’avrei mai vissuto con la stessa intensità se fossi stato convinto che il ripescaggio fosse una cosa giusta”.

Redazione Vasport – redazione@vasport.it