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Calcio

Santoro: “C’è preoccupazione, calcio oggi lontano. Casalbordino senza Eccellenza? Situazione definita…”

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Il patron giallorosso vede protagonista il Coronavirus ancora per tante settimane ma come per Castelnuovo e L’Aquila sarà difficile togliere la promozione ai casalesi

KODAK Digital Still Camera

Terzo weekend consecutivo senza calcio. Altri ce ne saranno da qui in avanti, il Coronavirus continua a fare paura e in Italia le problematiche non mancano. Medici e infermieri sono i protagonisti di questi giorni, tutto il resto sembra contare relativamente poco.

Sport compreso ma da più parti tra le tante domande che si pongono tifosi e addetti ai lavori le due più ricorrenti, se e quando riprenderanno i campionati, soprattutto quelli dilettantistici. Ne abbiamo parlato  con Alessandro Santoro patron di quel Casalbordino che, se non ci fosse stato il Coronavirus, a quest’ora avrebbe già brindato alla promozione in largo anticipo.

“In questi momenti il calcio passa in secondo, terzo piano, abbiamo giocato l’ultimo match ufficiale il 1° marzo ma in realtà sembrano passati molti più giorni rispetto a quelli reali. L’Italia sta vivendo una situazione preoccupante, un virus che pian piano si è avvicinato fino a toccare da vicino la comunità casalese. Andrà tutto bene ma ora è il momento di restare a casa, solo così potremo tornare alla normalità”.

Calcio non in primo piano com’è giusto che sia ma un mondo che a breve dovrà prendere una decisione sul come muoversi ma tutto dipenderà dall’evolversi del Coronavirus che continua ad essere, purtroppo, protagonista assoluto: “Le epidemie si muovono seguendo modelli matematici, ora si parla del picco al 26 marzo, lo spostamento dei tanti dal Nord al Sud ha allungato i tempi, ci vorranno almeno altri due mesi prima di tornare, in parte, alla normalità. Ecco perché io spero che si possa tornare in campo già per questa stagione ma la realtà la vedo diversa, le prime attività che hanno chiuso i battenti saranno le ultime a ripartire, vedi la scuola e poi le manifestazioni, comprese quelle sportive”.

Se non si dovesse ripartire bisognerà capire come muoversi tra promozioni e retrocessioni con il rischio che tutto venga congelato senza stravolgere le varie categorie. Ipotesi che non è di certo amica di un Casalbordino che al momento viaggia con 15 punti di vantaggio su chi insegue a sei giornate dalla fine: “Se ne stanno dicendo tante, un congelamento dei campionati senza promuovere nessuno sarebbe una vera beffa per noi. Lo stesso varrebbe per Castelnuovo e L’Aquila, nei due massimi campionati abruzzesi in tema di promozione le situazioni erano tutte e tre delineate ancor prima che scoppiasse il Coronavirus. Le federazioni regionali potranno scegliere in autonomia su quale strada prendere, mi auguro prevalga il buonsenso”.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it