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Calcio

“Tornare da avversario all’Aragona sarà un’emozione”: “Ciccio” Esposito si prepara per la prima da ex

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Intervista all’ex centrocampista della Vastese Francesco Esposito, ritornato al Pineto, che domenica affronterà per la prima volta la sua ex squadra all’Aragona 

L’avventura di “Ciccio” Esposito è durata meno di un anno alla Vastese, anche per colpa dell’emergenza covid. Nonostante questo il centrocampista si è fatto apprezzare da tutto l’ambiente fin da subito; non è un caso infatti che il giocatore abbia portato la fascia di capitano fino allo stop forzato del campionato dove ha collezionato 25 presenze condite da 5 gol. Il ritorno al Pineto ha lasciato un pizzico di amarezza nell’ambiente che vedeva in Esposito il faro della squadra e la prossima domenica (18 ottobre) il numero 10 del Pineto ritornerà per la prima all’Aragona di Vasto da ex della partita.

Nonostante l’unico anno alla Vastese molti tifosi e addetti ai lavori dicono che hai lasciato un bel ricordo lì, tu come giudichi l’esperienza dello scorso anno? Nonostante l’emergenza covid.

Francesco Esposito: “Per me è stata un’esperienza assolutamente positiva sia dal punto di vista calcistico dove ho fatto molto bene e potevo continuare a farlo nelle partite che rimanevano perché eravamo in zona playoff che era il nostro obiettivo e sia dal punto di vista personale con 5 gol e diversi assist quindi ho dato un buon contributo alla squadra e per questo forse ho lasciato un buon ricordo perché anche fuori dal campo ho conosciuto tante persone che sono diventate amiche in questo percorso calcistico”.

Hai giocato anche con la fascia di capitano, quindi hai avuto anche un’importante responsabilità alla Vastese?

“Si, ho fatto il capitano in una piazza come Vasto dove ci sono delle responsabilità che in altre piazze non ci sono ed è stato molto impegnativo sia in campo che fuori nel gestire diverse situazione però è andato tutto bene per fortuna”.

Cosa ti ha spinto maggiormente a tornare in quella che, calcisticamente parlando, è la tua seconda casa?

“Pineto sicuramente mi ha dato tanto e mi sta dando tanto, questo è il quarto anno, ed è chiaro che quando un giocatore si trova bene fuori dal campo rende anche dentro di esso. A Pineto mi sono trovato alla grande, ho conosciuto persone competenti e professionali che hanno sempre rispettato gli impegni presi ad inizio stagione. L’anno scorso ero stato escluso dal progetto dell’allenatore quindi ho preso un’altra strada che è stata quella di Vasto. Quest’anno c’è stata la chiamata del direttore e la volontà del presidente di riportarmi a Pineto. Il pressing da parte loro nel farmi ritornare è stato molto più forte rispetto a quello della Vastese. La decisione è stata presa perché c’è stato maggiore interesse da parte della società”. 

E al tuo ritorno hai indossato anche la fascia di capitano?

“Sono tornato non da capitano perché il nostro capitano è il difensore Alfonso Pepe che la scorsa domenica ha avuto un problemino fisico e quindi il capitano sono stato io, essendo vice”.

Una bella responsabilità?

“Sì, comunque in rosa abbiamo giocatori esperti e il gruppo degli over ha tanta esperienza da mettere in campo e alla fine sì, il capitano ti responsabilizza ma quello che mettiamo in campo e fuori è un lavoro di squadra, soprattutto per aiutare i giovani della rosa”.

Quest’anno avete iniziato bene con due vittorie in tre partite e, anche se siamo solo all’inizio della stagione, nello spogliatoio avete già bene in mente quale sia l’obiettivo da perseguire? 

“Con la Notaresco forse delle tre partite era quella in cui meritavamo di più il risultato. Purtroppo il calcio ti toglie e ti ridà in altre occasioni. Poi ci siamo ripresi con queste due vittorie però è chiaro che siamo solo alla terza giornata e guardando la classifica siamo tutte lì raggruppate, anche chi sta “facendo male”. Noi scendiamo in campo sempre per portare a casa i tre punti perché abbiamo una rosa competitiva e la nostra volontà è quella di stare tra le prime in classifica. Poi piano piano ci fissiamo gli obiettivi e domenica dopo domenica vediamo dove siamo e vediamo quello che possiamo fare”.

E invece il tuo obiettivo personale in questa stagione qual’ è?

“Dal punto di vista personale, da centrocampista mi pongo sempre l’obiettivo di fare gol ma è chiaro che con il passare degli anni, questo è il mio undicesimo anno in Serie D, mi piacerebbe vincere il campionato proprio con la maglia del Pineto”.

Domenica c’è la partita all’Aragona contro la Vastese, sei emozionato nel ritornare in un ambiente che, nonostante una sola stagione, ha provato molta ammirazione nei tuoi confronti?

“Vasto come città e la Vastese come società mi hanno dato tanto e quindi dal punto di vista calcistico ho provato bellissime emozioni soprattutto quando lo stadio era pieno e con la curva d’avalos che ci dava una spinta particolare e sicuramente tornare da avversario in quello stadio sarà un’emozione. Però il calcio purtroppo ci mette di fronte a delle scelte e ad oggi sono un giocatore del Pineto e domenica sarò un loro avversario”.

Sul fronte covid, avete il timore che si possa fermare tutto come lo scorso anno o c’è più tutela per la categoria?

“Questa situazione covid ha cambiato le nostre abitudini e le persone sono più attente a quello che fanno, hanno paura di contrarre questo virus. Noi ci atteniamo ai protocolli utilizzando le mascherine, l’igienizzazione e misurazione della temperatura al campo ma poi chiaramente potrebbe anche accadere che qualcuno risulti positivo così come sta accadendo anche in serie A. Noi ce la mettiamo tutta poi nella vita privata basta una piccola distrazione che può costare cara ad un giocatore ed a tutta la squadra. Questo è un rischio che viviamo in questo momento”. 

Davide Baglivo
redazione@vasport.it