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Calcio

Vastese: 2020 amaro, appena 6 vittorie e ben 4 allenatori. Unico lampo: il “volo” di Cavuoti

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Ben poco da salvare, in casa biancorossa, nell’anno solare dominato dal Covid e troppi avvicendamenti in panchina. Tutte le speranze del 2021 nelle mani di D’Adderio

Una stagione a singhiozzi ma dei cinque anni con al timone Bolami e Scafetta il 2020, per la Vastese, è stato sicuramente tra i più difficili, se non addirittura il più complicato.

Basterebbe dare un’occhiata alla coda per accorgersi di quanto sia stato complesso, due sconfitte consecutive pesantissime (contro squadre alla portata) a scrivere la parola fine sul 2020 nel modo peggiore oltre a dare il benservito a mister Massimo Silva alla vigilia di Natale. Storia recentissima, eppure l’anno si era aperto il 6 gennaio con la vittoria nel derby contro il Chieti (sul neutro di Ortona), giornata che sembrava potesse rilanciare le ambizioni dell’allora gruppo guidato in panchina dall’allenatore Marco Amelia, insieme ai suoi ragazzi, accolti in trionfo dai tifosi, nel piazzale antistante lo Stadio Aragona dal rientro da Ortona. Grandi feste per il successo nel derby sentitissimo ma da lì in avanti i biancorossi si sono sciolti, appena un punto nelle successive tre partite, la figuraccia a Fiuggi e tanti saluti al tecnico romano sollevato dall’incarico, il 27 gennaio, dopo il kappaò interno contro il Campobasso.

Gennaio: la Vastese batte il Chieti

La dirigenza biancorossa decise di aprire il capitolo Massimo Silva, un “normal one” capace di conquistare quattro vittorie in cinque partite con il punto esclamativo messo nel colpaccio in casa del Notaresco che proprio con quel kappaò fu costretto a salutare la vetta consegnando, a mesi di distanza, la promozione in C al Matelica degli ex biancorossi Colavitto, Leonetti e Micciola. Un gruppo rivitalizzato e lanciato verso altre vittorie sulle ali dell’entusiasmo ma tarpate dal Covid che il 1° marzo ha messo fine a tutto. Stagione conclusa con due mesi d’anticipo e tanti saluti alla prossima stagione con la somma tra le 4 di Amelia e le 5 di Silva che recitava: 5 vittorie, 1 pareggio e 3 sconfitte con il bilancio nettamente a favore del tecnico ascolano d’adozione.

L’estate si era aperta con la conferma di Nicola D’Ottavio come direttore sportivo, i ritorni nei quadri dirigenziali di Luigi Salvatorelli e Andrea Masciangelo e la novità rappresentata dall’arrivo dell’imprenditore molisano Sabelli. In molti pensavano, visto quanto di buono fatto, a una scontata conferma di Silva ma la dirigenza biancorossa decise di scegliere un altro Massimo, Agovino, molto legato a D’Ottavio e Sabelli. Tanto entusiasmo intorno al suo arrivo, grande voglia di ripartire e fare bene dopo i mesi di stop causa Covid iniziando a costruire il nuovo organico. A partire dalle importanti conferme di Di Filippo, Altobelli e Pollace oltre quelle degli under Valerio, Cardinale e Di Rienzo inserendo nel gruppo esperti come Obodo, Di Prisco, Logoluso, Calabrese, Guarracino e l’“under esperto” Sorgente. Dai giorni di ritiro a Rivisondoli proseguendo poi il lavoro all’Aragona, le prime amichevoli fino alla drastica decisione maturata dal tecnico campano: interrompere il rapporto con la Vastese ancor prima dell’inizio del campionato, per lui avventura in riva all’Adriatico durata appena 48 giorni.

Ottobre: il gioiello di Di Prisco contro il Pineto

Tanta incredulità intorno a questa decisione e D’Ottavio di nuovo al lavoro per trovare un nuovo allenatore, non un volto nuovo ma riecco di nuovo in biancorosso Massimo Silva contento di poter tornare a Vasto con l’obiettivo di riprendere il lavoro, a distanza di sei mesi, da dove si era interrotto. Insieme a lui altri volti nuovi come Diallo, Bernardi e il bomber Martiniello. Dovendo partire però con un meno uno in classifica a causa di una penalizzazione arrivata a causa di una inadempienza e subito cancellata dal pari all’esordio a Rieti. Poi un pari sul campo contro il Real Giulianova trasformato in vittoria a tavolino grazie all’errore dei giallorossi. Come già successo a gennaio anche a ottobre altra sconfitta nella trasferta di Fiuggi riuscendo però, meritatamente, a conquistare la prima vittoria sul campo grazie all’1 a 0 contro il forte Pineto. Successo fondamentale per dare il definitivo slancio a capitan Di Filippo e compagni ma riecco il Covid a fermare di nuovo tutto.

Diverse le positività in casa vastese, allenamenti a singhiozzi per un mese ritrovando il campo, per un match ufficiale, solo il 22 novembre. Pari in rimonta contro l’Agnonese, una settimana dopo altro pari ad Aprilia (dopo un clamoroso harakiri dei biancorossi avanti di due gol a due minuti dal novantesimo) e situazione per nulla gradevole. All’orizzonte due sfide decisive da vincere ma riecco un nuovo stop, di tre settimane fino ad arrivare agli ultimi dieci giorni. Il tonfo interno contro il Montegiorgio e poi la figuraccia in casa del Matese, due soli punti in quattro partite alla portata subendo ben dodici gol, obbligatorio dare una scossa all’ambiente. Chiuso definitivamente il capitolo Massimo Silva (nella stagione in corso 2 vittorie, 3 pari e altrettante sconfitte) da Natale in casa Vastese il presente si chiama Fulvio D’Adderio che inizieremo a conoscere dal 6 gennaio quando all’Aragona arriverà la capolista Campobasso.

I numeri dell’anno solare biancorosso parlano, oltre dei 4 allenatori, di 7 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte, pochino visto l’organico della passata stagione e le sfide alla portata del primo scorcio di quella in corso. Un 2020 con poche gioie e troppe delusioni anche se a inizio anno c’è stato un lampo vero: il grande salto del 2003 Nicolò Cavuoti che svestita la maglia biancorossa (con la quale aveva incantato) è volato nel professionismo a Cagliari. Da una gioia per un singolo la piazza biancorossa si augura che dopo un 2020 con ben poco di bello da ricordare possa esserci un 2021 nel segno del riscatto: dopo un anno difficile la Vastese dovrà rialzarsi, e anche in fretta.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it

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