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Calcio

“Vi tolgo lo stadio”. E la Chiaretti respinge le dimissioni di Alluni

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I chiarimenti sulle dimissioni di Claudio Alluni che non hanno motivazioni esclusivamente di natura personale

Il vice presidente Alluni si dimette ieri sera “per motivi personali”.

La presidente Chiaretti dice no.

Tutto questo in meno di 24 ore.

Ma nel giro di poche ore le cause delle dimissioni si trasformano da “personali” a “anche per colpa di una telefonata (anzi due) con Davide Caporale”.

Sembra il gioco delle tre carte.

È, però, storia rossonera di inizio nuovo anno.

Storia che probabilmente tutti i lancianesi avrebbero voluto fare a meno di vivere.

Secondo quanto riportato dall’ennesimo comunicato stampa del dopo silenzio stampa, il casus belli delle dimissioni di Claudio Alluni non avrebbero una matrice esclusivamente personale, ma avrebbe evidentemente inciso anche “un’accesa telefonata con l’assessore allo Sport nella quale lo stesso faceva richiesta di documentazione sensibile amministrativa non dovuta“.

Insomma, il titolare dello Sport al municipio frentano, Davide Caporale, avrebbe voluto capirci qualcosa di più del caos che si è creato in questi giorni.

Caos che ha avuto un impulso energico proprio da alcuni annunci societari nella conferenza stampa di venerdì sera e anche da alcuni proclami nei confronti dei tesserati nei giorni precedenti.

Ma la richiesta del rappresentante del governo cittadino evidentemente non è stata ritenuta accoglibile dalla società, tanto da francobollarla “documentazione sensibile amministrativa“.

Un affronto, insomma.

E Davide Caporale si sarebbe rivestito di carattere e avrebbe lanciato l’avvertimento alla proprietà di “togliere la concessione dello Stadio tra mercoledì e giovedì“.

Stadio che è regolato da una concessione che, ovviamente, deve essere rispettata pedissequamente.

Alla fine della fiera, si legge nel comunicato che “il consiglio direttivo si riunirà a stretto giro per respingere le dimissioni e chiederà al Sig. Alluni di tornare a ricoprire la carica di Vicepresidente“.

Chi vivrà vedrà.

Intanto in campo scendono due fazioni che si affrontano nell’arena dei social: c’è chi pensa che la proprietà attuale abbia terminato la propria corsa, chi invece si interroga su quale sia la possibile alternativa tenuto conto che di imprenditori locali disposti a rilevare il club non c’è nemmeno l’ombra.

E sul fronte delle “reazioni immediate” spicca quella dell’imprenditore Donato Di Campli che si schiera dalla parte di Caporale e lancia una frecciatina all’associazione RossoNera come da screenshot riportato in questo articolo.

Alessio Giancristofaro