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Calcio

Vincenzo Menna, dal calcio alla politica ma sempre da protagonista

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2017-06-15 VASTO – Potrebbe sembrare una storia come tante altre, quel passaggio dal calcio, o lo sport in genere, alla politica. Un percorso che dalle nostre parti conosciamo bene, dopotutto i casi dei fischietti Gianni Castaldi prima e Vincenzo Sputore poi sono esempi ancora vivi nelle nostre menti, ma ovviamente non solo loro, di esempi in tutta Italia ce ne sarebbero a iosa. Se però il percorso politico lo inizi in sordina, da semplice militante attivo sul territorio di una lista civica, ed organizzi iniziative e combatti battaglie per il tuo paese è chiaro poi che le urne ti premiano, “le persone premiano le brave persone”, perché gli elettori sono persone. E’ questa la storia dell’ex capitano della Vastese prima e Pro Vasto poi, Vincenzo Menna da Atessa detto “Maulett”, così recitava il suo santino elettorale alle ultime elezioni comunali, quelle tenutesi la scorsa settimana con la vittoria quasi annunciata di Giulio Borrelli, ex direttore del TG1, ed ora neo sindaco della sua città natale. Il percorso di Borrelli è iniziato appunto cinque anni fa con un gruppo ristretto di amici, tra cui Menna. Se allo scorso turno elettorale l’ex capitano biancorosso decise di fare “passo” questa volta invece no. Ha scelto di schierarsi pubblicamente, ancor di più rispetto a quanto avesse già fatto in precedenza da semplice cittadino. Il risultato venuto fuori dalle urne è stato quello di un politico navigato ma che tale non è: 499 voti oltre a 71 annullati perché dopo il cognome gli elettori non avevano scritto “detto Maulet” e se in lista i Vincenzo Menna sono due allora è chiaro che quei voti te li annullino. Nonostante tutto è stato il primo degli eletti della sua lista, l’unica per la verità. Ecco quindi profilarsi all’orizzonte un probabile incarico da vice-sindaco di Atessa e qualche assessorato  pesante visto che solitamente, anche in altri comuni, il primo degli eletti, ha quasi sempre potuto scegliere. Io non faccio fatica ad immaginare, su tutti, Commercio e sicuramente Sport ma siamo solo alle ipotesi e conoscendolo penserà più all’interesse comune che a quella personale. Abbiamo voluto sentire il diretto interessato anche per capire alcuni passaggi di questa vicenda perché Vincenzo in campo e nello spogliatoio è sempre stato un leader. I compagni di squadra lo chiamavano “Brontolo” per quel suo modo di fare, soprattutto in campo, quando utilizzava il fiato non solo per recuperi eccezionali ma anche per sollecitare i compagni e discutere con arbitro e avversari. Nello spogliatoio però  riusciva sempre a mediare ed unire le varie anime, insomma, un bel mediatore.

Questo spirito di squadra, innato ovviamente, che utilizzavi nello spogliatoio ti è servito anche in politica? Nel senso che sei riuscito a fare squadra non solo con i tuoi compagni di avventura ma soprattutto con i tuoi concittadini!

L’esperienza calcistica, che racchiude in se lo spirito di squadra, è stata fondamentale per l’esperienza politica appena intrapresa. Senza quello spirito difficilmente sarei riuscito. Diciamo che in politica servirebbero più sportivi ( abituati al sacrificio, al lavoro, a ragionare, alla sopportazione reciproca, al rispetto delle regole, ad accettare le sconfitte e a gestire i successi ) e meno chiacchieroni

Inizia dunque un nuovo percorso, tutto da scoprire ma sicuramente affascinante, cosa ti aspetti da questa esperienza?

E’ stato un grande successo che oggi si converte in grande responsabilità. Questo mi spinge a continuare a battermi e lavorare per il bene di Atessa. Confido di farlo insieme a tutti coloro che mi hnno dato fiducia e che come me pensano che la rinascita del nostro paese non può che partire da chi lo ama, da chi vi abita, da chi lo vive e da chi ne conosce pregi e difetti.Spero di riuscire a dare il mio contributo e ad esprimere il mio ringraziamento nei confronti degli elettori attraverso un sempre maggiore impegno che miri a portare il nostro paese verso un futuro migliore.

Un risultato davvero importante visto che per te era la prima volta, altri come te che dallo sport hanno fatto il salto in politica, al primo colpo, non hanno raggiunto tali proporzioni di consenso. Cosa significa questo?

Sono stato, con 499 voti, il candidato che ha avuto il maggior numero di preferenze della lista vincente Uniti per Atessa (considerando le schede delle sezioni del centro dove la preferenza è stata invalidata perché senza specifica del soprannome Maulett i voti sarebbero stati più di 550 ). Un segnale, una scelta, da parte degli elettori, chiara, ponderata e compatta che mi onora e che costituisce un valore aggiunto al mio ruolo e al mio compito. Percentuali così alte potrebbero indurre a facile esaltazione. Preferisco invece, considerarle un punto di partenza di un grande gruppo che crede in me. Questo risultato ha un valore tanto più grande se si considera che l’ho raggiunto senza adottare la politica del porta a porta, senza nessun partito alle spalle, ma solo con l’aiuto di tanti amici, di tantissimi giovani e meno giovani che si sono impegnati con spirito sacrificio e di dedizione e che hanno creduto in me. L’aver raggiunto un risultato così grande, significa che tantissimi elettori hanno apprezzato e condiviso il mio modo di fare, il mio impegno, le mie battaglie per Atessa e il progetto politico presentato dalla lista Uniti per Atessa.

Queste dunque le parole dell’ex capitano biancorosso a cui facciano un grosso “in bocca al lupo” per questa nuova esperienza tutta da scoprire!

M.C.

redazione@vasport.it