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Calcio

Virtus Cupello: “Virus in circolo e mancanza di mordente agonistico, il no è definitivo. Con un presente così incerto, pensiamo al futuro”

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La società rossoblù tra le tredici che hanno detto preferito non tornare in campo e iniziare a lavorare in vista della prossima stagione

A marzo di un anno fa la Virtus Cupello era in forte risalita e pronta a conquistare la salvezza sul campo, il primo lockdown fermò tutti. Sette mesi dopo altro stop, ancora a causa di un virus che tutt’ora continua a fare paura, con i rossoblù fermati quando erano in piena zona playoff grazie a un inizio di stagione da applausi.

Nei giorni scorsi Figc, Lnd e Comitato Regionale si sono espressi sulle modalità di ripartenza creando, non solo in Abruzzo, una spaccatura tra quelle che torneranno in campo per la stagione 2020/2021 e chi resterà fermo in attesa di tempi migliori, ma iniziando già a guardare alla prossima stagione. Notizia arcinota, l’Eccellenza abruzzese ripartirà con appena sette squadre, tredici hanno detto no avendo avuto la possibilità di scegliere pur sapendo che non ci sarebbero state le retrocessioni. Tra queste c’è anche la Virtus Cupello che si è fatta sentire per spiegare i motivi che hanno spinto verso il no: “Non è solo una questione di costi – fa sapere la società rossoblù – ma come già detto anche da altri, salute e lavoro vengono prima di tutto in un periodo così particolare e delicato per tutti. Ogni tesserato che sia calciatore, allenatore o dirigente tutti i giorni è a stretto contatto con altre persone, ecco perché essendo in piena terza ondata abbiamo ritenuto non indispensabile tornare in campo, il rischio di contagiarsi al momento è ancora troppo alto”.

Con la classifica che riparte da zero per molte società, Cupello compreso, è stato cancellato quanto di ottimo fatto nelle prime sette giornate, ma i rossoblù faticano a digerire il blocco delle retrocessioni: “Altro motivo che ci ha spinto a non tornare in campo, sarebbe stato un campionato senza mordente agonistico, con tre, massimo quattro, squadre in lotta per la vittoria finale e tutte le altre in campo con i ragazzini senza dover guardare al risultato finale, sarebbe stato un campionato falsato”. I cupellesi toccano anche il tasto del protocollo sanitario, equiparato a quello della Serie D: “Un protocollo non chiaro, troppe responsabilità a carico delle società e tanti dubbi sui costi dei tamponi, solo per fare un esempio, tante le domande con risposte non esaurienti”.

Nelle ultime ore L’Aquila, con un lungo comunicato, ha avanzato alcune richieste a Lnd e Comitato Regionale, alcune non aiuterebbero gli altri club: “Vogliamo ricordare a tutti – chiude la nota della Virtus Cupello – che parliamo sempre di calcio dilettantistico, l’Eccellenza per noi e tanti altri club è una categoria che richiede da sempre grandi sacrifici, ma che con costanza e dedizione abbiamo negli anni, sempre portato avanti raggiungendo anche premi e traguardi importanti. L’Aquila, che nella sua storia ha calcato ben altri palcoscenici, è sicuramente una piazza diversa con un blasone diverso, non condividiamo il loro pensiero e ci stupisce la loro presa di posizione. Così come ci ha negativamente stupito la comunicazione di qualche giorno fa del comitato Regionale sul format della ripresa dei campionati, la richiesta di saldo dell’iscrizione e le eventuali penalizzazioni per le società che come la nostra non intendono ripartire. A questo si aggiunge la tanto chiacchierata clausola di salvaguardia. La Lnd in questi anni ha sempre detto di essere vicino alle società dilettantistiche, che rappresentano il cuore pulsante di questo movimento, bene, ne siamo convinti anche noi ed questo è il momento di dimostrarlo, di dare concretezza alle parole, con atti di sostegno e vicinanza, al contrario si decreterebbe la morte del calcio dilettantistico già in grave difficoltà per il difficile momento che stiamo vivendo da un anno a questa parte.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it

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