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Calcio

Vittorio Antonino: “Voglio ritagliarmi il mio spazio con il Pescara, quant’è dura la preparazione di Zeman…”

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22/07/2017 – Da due settimane il diciannovenne portiere vastese è in ritiro a Rivisondoli con i biancazzurri. Parte alle spalle di Fiorillo e Pigliacelli ma vuol provare a scalare posizioni

Un presente incoraggiante e un futuro ancora tutto da scrivere. A diciannove anni non è più tempo per mettersi in mostra nella Primavera, o si inizia il tour dei prestiti tra Lega Pro e Serie D altrimenti vuol dire che chi ha creduto in te un anno fa vuole continuare a puntarci su. Il Pescara guarda con attenzione ai giovani e per questo crede ciecamente nel potenziale del portiere vastese classe 1998 Vittorio Antonino promosso in pianta stabile con la prima squadra e da dieci giorni in ritiro con i biancazzurri a Rivisondoli. Dopo gli anni da Primavera tra Virtus Lanciano e lo scorso(condizionato da un infortunio alla spalla) con il Pescara in questi giorni lavora agli ordini del boemo Zdenek Zeman, divide i pali con i più esperti Fiorillo e Pigliacelli ma non nasconde le sue ambizioni, lavora per guadagnarsi una maglia da titolare, sa che la strada sarà lunga e in salita ma dopo aver mosso i primi passi vastesi tra Bacigalupo e Virtus Vasto la sua carriera è stata un crescendo passando per Lanciano fino ad arrivare a Pescara. Hanno creduto in lui, il contratto fino al 2021 ne è la conferma, adesso però vuole ripagare la fiducia in campo, questa potrebbe essere la stagione dell’esordio in Serie B, più obiettivo che sogno.

Vittorio Antonino, in ritiro da due settimana, qual è l’aria che si respira a Rivisondoli all’interno del gruppo biancazzurro? “Sono giorni intensi e faticosi, mattina e pomeriggio in campo si lavora parecchio, sono contento di far parte ancora di questo gruppo, alcuni compagni già li conoscevo, altri li sto scoprendo, vedo già una buona armonia all’interno del gruppo”.

È il primo vastese che testa i famosi gradoni di Zdenek Zeman, com’è la preparazione del tecnico boemo? “Durissima ma necessaria, alla lunga raccoglieremo i frutti in campo, la mattina tanta corsa, il pomeriggio ci toccano i gradoni, arriviamo alla sera stanchi morti, facciamo fatica a salire le scale ma non è questo il momento di mollare, dobbiamo continuare su questa strada”.

Dopo la retrocessione di qualche mese fa il Pescara vuol provare a tornare protagonista in Serie B, in ritiro parlate delle difficoltà che potrete incontrare viste l’elevato numero di squadre pronte a giocarsi la promozione? “Ho la fortuna di far parte di un gruppo esperto e di qualità guidato da un allenatore che non ha bisogno di alcuna presentazione, conosciamo il reale valore della nostra rosa, sappiamo che in campo troveremo una concorrenza agguerrita ma anche dall’altra parte conoscono il valore del Pescara”.

Dopo gli anni da Primavera tra Lanciano e la scorsa stagione quest’anno è ufficialmente un ‘grande’, aumentano le responsabilità? “Un salto impegnativo ma necessario, anche se ho solo diciannove anni devo crescere in fretta per provare a compiere ulteriori balzi in avanti nella mia carriera”.

A difendere la porta siete tre under ‘90, con Fiorillo e Pigliacelli  come vivete la quotidianità dentro e fuori dal campo? “Ho la fortuna di lavorare con due splendidi compagni, viviamo gli allenamenti in totale armonia, questo alleggerisce sicuramente il nostro lavoro e sono preziosi nel darmi consigli quando serve”.

Sono due pari ruolo con tante presenze in Serie B, come si lavora sapendo che almeno nelle gerarchie iniziali parte come terzo portiere? “Raddoppiando l’impegno nel lavoro di tutti i giorni, so chi ho davanti, da loro ho molto da imparare ma sono qui per provare a ritagliarmi il mio spazio, non so quando arriverà il mio momento, ma il mio obiettivo è guadagnarmi una maglia da titolare, non so se da quest’anno ma nelle prossime stagioni sicuramente”.

La scorsa stagione è iniziata con un serio infortunio alla spalla che l’ha tenuta fuori dal campo per diversi mesi, ha mai avuto paura di dover rivedere i piani della sua carriera? “Mai avuto paura, sono incidenti di percorso che purtroppo vanno preventivati, ho la fortuna di essere giovane, già dal primo giorno di riabilitazione mi ero prefisso l’obiettivo di tornare in campo il prima possibile, il recupero è andato benissimo, quell’infortunio è un lontanissimo ricordo”.

Finora la sua giovane carriera si è sviluppata nei confini regionali con i primi passi mossi nella sua Vasto, da dove nasce il suo amore per la porta? “Quando ero piccolo mio fratello Renato mi obbligava a stare in porta e mi prendeva a pallonate, da li giorno dopo giorno ci ho sempre preso più gusto, la stazza fisica mi ha aiutato e una volta entrato nella scuola calcio non ho mai pensato ad altro ruolo se non quello del portiere”.

Non sono passati tanti anni da quando ha salutato l’ambiente vastese per trasferirsi a Lanciano ma se dovesse fare un nome fondamentale nella sua crescita iniziale quale farebbe? “Mario Morrone, il preparatore dei portieri che ho avuto nei primi anni a Vasto, senza di lui magari la mia crescita sarebbe avvenuta più lentamente, ho ancora molto da imparare ma grazie ai suoi insegnamenti sono cresciuto tanto e in fretta”.

Per provare a migliorare guarderà sicuramente ai portieri che oggi calpestano categorie più blasonate, quali sono quelli che ammira di più? “Il mio mito è e resterà Gigi Buffon, un fenomeno che da oltre vent’anni è sempre al top, negli ultimi anni il ruolo del portiere è radicalmente cambiato, mi piace Handanovic per i suoi attacchi palli e la tecnica di De Gea”.

Ha iniziato la sua terza stagione da ‘professionista’, a diciannove anni è il terzo portiere di una squadra in Serie B, quanto è difficile restare con i piedi per terra? “Il mio modo di essere non è cambiato, da quando ho iniziato a muovere i primi passi nelle scuole calcio vastesi ho avuto sempre lo stesso atteggiamento, mi serve il contatto quotidiano con gli amici di sempre che per me sono una vera risorsa e poi ho la fortuna di avere accanto a me una splendida famiglia, ho già parlato di mio fratello ma per quanto fatto finora oltre a lui devo molto a mamma e papà, hanno sempre creduto in me, sono presenze fondamentali, non smetterò mai di ringraziarli”.

L’ambizione però è alla base per provare a costruire una carriera ricca di successi, provando a guardare più avanti, tra una decina d’anni dove immagina il suo futuro? “Il più in alto possibile, lavoro per quello, ogni mattina mi sveglio con l’obiettivo di migliorarmi attraverso sacrificio e fatica, solo così posso sperare di raggiungere da protagonista palcoscenici prestigiosi”.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it