Il fenomeno di San Martino in Pensilis decisivo domenica con una doppietta nonostante l’infortunio al ginocchio
Quei momenti che possono cambiare una stagione. Facile capire come sarebbe potuta andare ma per fortuna della Vastese Vittorio Esposito ha stretto i denti risultando decisivo, anche da infortunato. Riavvolgiamo il nastro, a Recanati la partita è iniziata da una decina di minuti, il folletto di San Martino in Pensilis avverte un fastidio al ginocchio sinistro e comunica alla panchina che difficilmente riuscirà a proseguire il match. Resta in campo dolorante e alla mezzora i giallorossi di casa sbloccano il match ma Esposito è ancora lì in mezzo al campo dolorante: “Ho 31 anni, sono il più esperto di questo gruppo e ho delle responsabilità, sentivo dolore ma sarei stato un codardo se avessi abbandonato il campo, non sarebbe stato corretto nei confronti di questo splendido gruppo”. Poi il rientro negli spogliatoi, il colloquio con staff tecnico e medico:“Provo un’altra decina di minuti, se il dolore aumenta esco seppur a malincuore”. Quello che è poi successo al rientro in campo lo sanno tutti, la Vastese ha ribaltato la Recanatese con due doppiette, quelle degli Esposito. Quattro gol in quindici minuti, al fenomeno molisano ne sono bastati sette per la sua personale doppietta. Con i biancorossi avanti di due reti Vittorio ha portato al termine la sua personale missione e stremato dopo un’ora di gioco ha chiesto il cambio venendo sostituito da Stivaletta.
Arrivato alla Vastese a campionato iniziato, un mesetto e più per rientrare in campo dopo l’infortunio al piede di fine luglio. Lo stato di forma che pian piano migliorava e un altro stop prima del match di Pineto saltato per infortunio. Poi la svolta, tra Fiuggi, Tolentino e Recanatese il cambio di passo evidente, oltre ai tre gol sempre più nel vivo del gioco e tutta la Vastese ne ha beneficiato. Ora questo fastidio al ginocchio da valutare in vista di domenica, da ieri è nelle mani del massaggiatore biancorosso Manolo Monopoli che farà di tutto per riportarlo in condizione in vista di domenica quando Esposito e il Ds D’Ottavio (da quando c’è lui biancorossi imbattuti con 8 punti in 4 partite) saranno gli ex della delicata sfida contro l’Olympia Agnonese. Vittorio vuole esserci, è uno a cui non piacciono i fari delle telecamere, a lui la luce piace accenderla in campo e domenica vorrà essere di nuovo in campo per lasciare il segno anche contro i molisani.
I pensieri scorrono
sui social, partiamo da un tuo post che recita, ‘Mormora, la gente mormora, falla tacere praticando l’allegria’,
hai preso in prestito la citazione di Jovanotti per rispondere a chi? “A chi parla senza sapere, di giocare a
calcio non mi sono affatto scordato, negli ultimi due anni i problemi fisici mi
hanno limitato e non poco ma in campo cerco di dare sempre il massimo delle mie
possibilità”.
Dal tuo arrivo a
Vasto ad oggi i miglioramenti sono netti, tre gol nelle ultime tre giornate,
come stai adesso? “Al 40% non di più,
come già detto domenica ho giocato quasi un’ora da infortunato ma non mi sono
tirato indietro, fin quando ho retto sono rimasto in campo”.
Non ancora arriviamo
alla metà della stagione, quando i tifosi potranno goderti al 100% della tua
forma? “(Ride), purtroppo per me e per loro mai, non so cosa significa arrivare
al 100% della condizione, per questo o quell’altro motivo nella mia carriera
non l’ho mai raggiunta, se ci fossi riuscito immaginati cosa sarebbe successo”.
Tra allenamenti e
social si percepisce un bel clima all’interno del gruppo, c’è piena sintonia
tra voi? “Essendo il più anziano e
uno dei più esperti in questo gruppo sento anche delle responsabilità nei
confronti dei miei compagni, c’è grande feeling tra tutti, siamo uno splendido
gruppo e anche nei momenti difficili siamo sempre rimasti uniti, questo è lo
spirito che serve per continuare a raccogliere altre vittorie”.
8 punti nelle ultime
4 giornate, numeri che parlano di una Vastese in netta ripresa, dove volete
arrivare? “Aggiungiamoci anche i
quattro gol fatti in casa di uno squadrone come la Recanatese, poche squadre,
forse nessuno gli ha mai fatto così male in casa loro. Siamo forti nonostante
le assenze, ci mancano elementi come Palumbo e Pollace eppure stiamo dicendo la
nostra, non lo so dove possiamo arrivare ma non possiamo rallentare, si ci
guardiamo allo specchio ci facciamo male, quindi testa bassa e continuiamo su
questa strada”.
Un Esposito cosi
saggio non lo si era mai ascoltato prima, dobbiamo cestinare definitivamente
alcune etichette che ti affibbiavano fino a qualche tempo fa? “C’era chi non rispettava i patti e poi
faceva passare me per matto, tutti quelli che lavorano devono essere pagati
altrimenti è giusto che vadano via, sbaglia chi resta anche quando vengono meno
degli accordi presi. Ho da sempre vissuto situazioni particolari intorno a me,
mi sono sempre dovuto portare il pane a casa, altrimenti cosa mangiavo?”.
Una nuova
tranquillità è arrivata due anni fa con la nascita di tuo figlio Roberto, ti ha
cambiato in meglio? “Roberto mi
regala gioie ed emozioni, non c’è attimo con lui che non mi diverta ma in
realtà ormai sono più di quattro anni che mi sono dato una calmata se così
vogliamo dire, alcuni episodi ti responsabilizzano e poi ormai ho trent’anni,
non sono più un ragazzino”.
In tanti nella tua
carriera ti hanno etichettato come fenomeno, stesso aggettivo lo stanno usando
ultimamente per il tuo compagno di squadra Cavuoti, lo è davvero? “Qualcosa tra C e D credo di averla fatta
nella mia carriera per questo posso provare a giudicare Nicolò. Ultimamente mi
è capitato di vedere in tv alcuni match delle squadre Primavera di A e B, tra
me e me mentre osservavo chi era in campo facevo il paragone con Cavuoti, in
mezzo a quelli farebbe la differenza a occhi chiusi pur avendo due anni in
meno. Ha tutto per diventare un grande ad alti livelli, lo sta già dimostrando
ma deve capire che solo il talento non basta. Dovrà lavorare tantissimo senza
mai cullarsi sugli applausi e i complimenti che gli stanno arrivando, il suo
cammino è solo all’inizio, se non arriva nel calcio che conta sarà solo per
colpa sua”.
Tra meno di una settimana si apre la finestra di mercato dicembrina, ti vedremo ancora in maglia biancorossa fino al termine della stagione? “Con dirigenti e staff tecnico sono stato chiaro, qui mi trovo bene con tutti, si respira una bella aria e non ho motivo di andarmene. Voglio restare per portare il più in alto possibile la Vastese, da Vasto per andare via devono cacciarmi”.
Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it