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Tavola rotonda

“Il risultato nel settore giovanile serve?”: il ruolo degli allenatori e genitori nella crescita dei giovani

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Ieri sera interessante confronto, organizzato dalla Pgs Vigor Don Bosco, nella sala convegni della Società operaia di Mutuo Soccorso vastese

Una tavola rotonda con al centro il risultato finale nel settore giovanile ascoltando i pareri di chi gravita intorno al mondo del calcio giovanile. Partendo non solo dal ruolo che svolgono i veri protagonisti, i ragazzi che scendono in campo ma anche e soprattutto chi come genitori e società calcistiche svolgono un ruolo tutt’altro che secondario. Se n’è discusso ieri sera presso la sala convegni della Società operaia di Mutuo Soccorso nel corso della tavola rotonda dal titolo “Il risultato nel settore giovanile serve” fortemente voluta da Alessandro La Verghetta, presidente e allenatore della Pgs Vigor Don Bosco e moderatore dell’incontro.

Allenatori, psicologa, rappresentanza politica e della Figc regionale, una discussione incentrata sul peso del risultato nei settore giovanili che ha visto la partecipazione attiva anche di altre figure presenti in sala sempre appartenenti al mondo del calcio vastese. A fare gli onori di casa, dopo l’introduzione di La Verghetta, ci ha pensato l’avvocato Gianni Menna da due mesi presidente della Società operaia di Mutuo Soccorso che ha ringraziato i presenti ricordando l’importanza dei giovani e delle società nei settori giovanili. Il primo a prendere la parola è stato il dottor Mario Olivieri, consigliere regionale che ripensando a un suo lontano passato nell’equitazione ha ricordato che “il calcio come molte altre professioni, non solo sportive, è una scuola importante, noi genitori e nonni dobbiamo motivare i ragazzi nella loro crescita non pensando solo ed unicamente al risultato, quello verrà, ci sarà se tutto il percorso avrà avuto il suo giusto andamento”.

Presente anche Michele Stivaletta, vice allenatore della Vastese Calcio e da anni impegnato anche nelle attività giovanili con esperienze non solo locali ma anche lontano dai confini italiani. “L’ambiente della Pgs Vigor Don Bosco – le parole di Stivaletta – è un’isola felice, ne ho avuto conferma qualche giorno fa vedendo alcuni allenamenti, gli allenatori lavorano con cuore e grande passione ed è quello che serve per far crescere al meglio i ragazzi. Nei giovani bisogna fare un distinguo, scuola calcio e settore giovanile sono realtà distinte perché nel primo gruppo il risultato finale non conta mentre nell’altro entrano i giochi dei meccanismi, se la società ti lascia lavorare con tranquillità senza dover cercare il risultato a tutti i costi non emergono problematiche, purtroppo però mancano i riferimenti, io ho capito che il risultato deve essere messo da parte, le società nei settori giovanili non devono mettere pressioni, devono fare lavorare ragazzi e allenatori senza assilli, a quell’età i bambini devono lavorare con una tranquillità motoria, senza aver paura di tenere il pallone tra i piedi”. Si è espresso sul risultato finale nei settori giovanili anche il professor Franco De Petra, delegato della Figc lancianese per le attività di base: “Noi come federazione dobbiamo sempre restare neutrali, dai 5 ai 12 per noi della Figc è una fascia di età che per i giovani calciatori riguarda l’attività di base, non si chiamano campionati ma tornei, sono attività ludicosportive, io però noto che questi discorsi andando in giro non vengono applicati, si predica bene e razzola male, in alcuni campionati succedono episodi assurdi”. Il professore casolano ha poi letto a proposito una lunga lettera scritta da un piccolo calciatore dove invita il suo papà ad evitare alcuni comportamenti durante le partite e lasciare divertire e magari anche perdere il figlio che vuole continuare a crescere nel mondo del calcio nel modo più sano possibile senza alterazione alcuna.

Sull’educazione a sapere accettare la sconfitta non sono mancate le parole della la psicologa Valentina Silvestri ricordando come la “scuola calcio è una metafora della vita, il calcio impara a rispettare le regola, a relazionarsi con gli altri e raggiungere obiettivi, tutti valori riscontrabili in altri settori della vita; nel calcio è importante che allenatori e genitori viaggino nella stessa direzione, lo sport è un’agenzia educativa, punto di riferimento per i piccoli giocatori, ricopre un ruolo delicatissimo; il primeggiare è un’aspettativa elevata, nella vita vincere è importante ma conta soprattutto il percorso, i genitori non devono guardare a standard irraggiungibili ma devono educare i propri figli alla sconfitta, va sperimentata, contano soprattutto ottimismo e impegno, gli unici due canali che riescono a formare al meglio l’uomo”. In ultimo l’intervento di Giuseppe Di Francesco allenatore e direttore tecnico del Cupello Calcio(prima squadra e settore giovanile) che nei suoi trascorsi nel calcio vastese(ai tempi di Marramiero) da responsabile del settore giovanile ha ricordato due episodi che videro protagonisti Giorgio Ventrella e Fiorenzo D’Ainzara(presenti in sala) con storie diverse, il primo per evidenziare come nonostante alcune difficoltà è possibile comunque arrivare a buoni livelli allenandosi sempre con impegno senza abbandonare la nave, l’altro sulla presenza dei genitori, in quel caso quasi invisibile ma che ha comunque portato a calcare grandi palcoscenici nel calcio italiano. “Nel dna dell’uomo – ha poi proseguito Di Francesco – c’è la competizione e la vittoria, inutile girarci intorno, nei giovani quest’indole però va gestita al meglio, ecco perché tecnici e genitori nella società svolgono un ruolo importante avendo compiti notevoli, abbiamo un compito alto, quello di educare i ragazzi e gestire la loro libertà nella giungla dell’esistenza da affrontare, i ragazzi vanno accompagnati con gesti nobili e costruttivi altrimenti si rischiano di fare danni enormi, il calcio non è il fine della vita ma è un mezzo, vanno evitate tutte le conflittualità, solo così crescono i ragazzi, i figli vanno seguiti, giusto consegnarli anche in mani altrui ma i settori giovanili non sono dei parcheggi, i genitori devono sempre monitorare con azioni positive”.

Redazione Vasport – redazione@vasport.it