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Pamela Marinelli: “Ecco cos’è il fitness in volo”

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Una passione diventata professione con il passare degli anni. Dai primi passi con la danza passando per breakdance, circo e yoga fino ad arrivare al fitness in volo una nuova frontiera che l’istruttrice Pamela Marinelli sta cercando di far conoscere anche nel nostro territorio con i suoi insegnamenti quotidiani tra alcune scuole danza di Vasto e San Salvo.

Pamela, da un paio d’anni sei diventata istruttrice di fitness in volo, disciplina ai più ancora sconosciuta, di quale novità stiamo parlando? “Si tratta di una disciplina che si serve di un attrezzo, se così lo si può definire, chiamato ‘tessuto’ o ‘amaca’, fissato da due ganci al soffitto e fatto scendere verso il basso come un’altalena. Sono tanti gli esercizi da poter eseguire: da quelli più dinamici del pilates o della danza, a quelli un po’ più statici che ricordano molto le posizioni dello yoga. Il vantaggio e la particolarità di questa disciplina è che il tessuto può sostenere completamente o parzialmente l’intera massa corporea, sperimentando un lavoro in antigravità, ovvero contro la forza di gravità”.

Qual è il messaggio da inviare per provare ad avvicinare più persone possibili a questa nuova disciplina? “Parliamo di un corso davvero innovativo e assolutamente originale, non solo perché tonifica e allunga la muscolatura ma perché permette al corpo di muoversi in maniera del tutto insolita. Diversi sono i benefici: in primis decomprime le vertebre e le articolazioni, migliora l’equilibrio e l’orientamento, aumenta la capacità respiratoria, aiuta la circolazione linfatica, il ritorno venoso, utilizza il proprio peso per tonificare tutto il corpo, questi sono solo alcuni dei punti a favore ma la lista è davvero lunga”. 

Negli anni lo yoga ti ha sicuramente dato una mano, con i corsi sei arrivata all’abilitazione ma basta un pezzo di carta per l’insegnamento o nella tua vita ci sono stati alcuni passaggi che oggi ti facilitano il compito? “Danza e yoga senz’altro ma nel mio piccolo altre esperienze mi hanno dato tanto soprattutto per essere abbastanza snodata, parlo della break-dance e una piccolissima parentesi in Piemonte cinque anni fa in una scuola circense”. 

Volendo provare ad immaginare un tuo allenamento chi sono i profili che finora si sono avvicinati al fitness in volo? “Ho la fortuna di poter allenare una decina di persone, tutte donne, suscita interesse non solo tra le ragazze ma anche signore che hanno superato i quarant’anni e ad essere sincera sono quelle che mi danno maggiori soddisfazioni, l’età potrebbe frenarle invece la loro applicazione è maniacale e anche se partite da zero la loro crescita nell’attività è esponenziale, questo mi riempie di gioia”. 

Le soddisfazioni non mancano, finora sono solo sorrisi o c’è qualcosa che si può migliorare? “I pregiudizi errati di chi parla senza conoscere fino in fondo il fitness in volo, le controindicazioni sono pochissime rispetto ai tanti benefici, questo lo ripeterò all’infinito, è una disciplina in Italia ancora poco conosciuta, purtroppo quando voglio andare nello specifico per migliorare, sono costretta a cercare e aggiornarmi altrove”. 

Hai parlato di allieve, maschi finora nei tuoi allenamenti non si sono ancora visti? “Anche questo è un pregiudizio che va cancellato e sto cercando in tutti i modi di farlo capire, qualche ragazzo è venuto a provare ma quasi tutti hanno provato imbarazzo nell’allenarsi in una scuola di danza, dispiace perché è una disciplina che aiuta tutti, non solo le donne, spero di abbattere questo limite”. 

L’avvicinare anche la parte maschile al fitness in volo e aumentare il numero dei praticanti sono alcuni dei tuoi obiettivi futuri, c’è qualcos’altro che sogni di vedere realizzato? “Mi piacerebbe poter realizzare una coreografia sui tessuti con le mie allieve ma so che al momento si tratta di un’idea difficile da partorire, mi accontenterei sicuramente di avere più allieve in modo da poter dividere il lavoro quotidiano in gruppi divisi per fasce di età, partendo dalle più piccole, passando per le adolescenti fino ad arrivare a quelle adulte”.

Redazione Vasport – redazione@vasport.it