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Antonio Spadaccini: “Basket e bici, mondi diversi ma passioni infinite. Manca la palla che rimbalza sul parquet”

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Gastroenterologo, medico sociale della Vasto Basket e presidente del Ciclo Club Vasto, da sempre attivo nel mondo dello sport vastese, da tifoso e praticante

Fattore B. Basket e bici, due mondi a cui il dottor Antonio Spadaccini è difficile, anzi impossibile, che rinunci. Eccezion fatta per i due mesi di lockdown vero tra il marzo e l’aprile del 2020, poi ha potuto riabbracciare l’attività sulle due ruote. Gastroenterologo d’infinita esperienza (è stato primario del reparto all’Ospedale di Vasto) da sempre amante degli sport, parlare con lui è sempre un piacere, medicina e sport non sono mondi lontani, tutt’altro, le sue parole ne sono l’ennesima conferma.

Impossibile non trovarlo seduto sulla panca del parquet quando gioca la Vasto Basket, ufficialmente in veste di medico sociale del club e dirigente ma per sua stessa ammissione “in primis come tifoso, una passione viscerale che dura da quasi cinquant’anni, un anno senza la Vasto Basket è qualcosa di anomalo, un’assenza che si sta facendo sentire”. Era il 23 febbraio del 2020 quando capitan Di Tizio e soci superavano Pisaurum al PalaBcc, da allora ad oggi un anno senza partite ufficiali: “A settembre con gli allenamenti in vista della nuova stagione di C Gold ci eravamo illusi, sarebbe stato bello poter tornare a divertirci e soffrire per la canotta biancorossa ma il Covid è tornato a recitare il ruolo da protagonista, fermando di nuovo tutto”. Un anno di stop pesa per tutti, pensando ai giocatori soprattutto i giovani (dalla prima squadra ai settori giovanili) “un blocco importante nel percorso di crescita. Quelli della prima squadra fermati nell’età in cui hanno l’opportunità di mettersi in mostra e puntare al salto di qualità per i più piccoli del settore giovanile oltre ai preziosi allenamenti è mancato lo stare insieme, l’idea di far gruppo, un passaggio fondamentale per la loro crescita. La nostra realtà conta quasi 300 ragazzi, quando si potrà ripartire in tutta sicurezza la speranza è che tutti o quasi continuino ad amare questo sport, un anno senza attività sul campo potrebbe anche allontanarli ma dovremo essere bravi a riabbracciarli”.

La C Gold 2020/2021 ripartirà, sarà un campionato che vedrà la partecipazione di appena sei squadre, tra queste non ci sarà la Vasto Basket: “decisione che sin da subito ha visto il consiglio direttivo andare verso quella direzione in modo compatto e deciso, per tanti e validi motivi. Il punto di vista più vicino a me è una responsabilità medica, per scendere in campo deve esserci assoluta sicurezza sanitaria. Non solo pensando al match ma durante gli allenamenti di tutta la settimana, tra tamponi e sanificazioni. Passaggi che poi spingono naturalmente verso il fronte economico, per non avere rischi a livello sanitario i controlli hanno spese elevate e una stagione senza pubblico e altri introiti manderebbe al collasso tantissime società dilettantistiche”. Giocare con il PalaBcc vuoto non conviene a nessuno: “Oltre all’aspetto economico c’è quello del calore, tutti conosciamo il peso del pubblico nel nostro palazzetto, spesso e volentieri vale più di un sesto uomo in campo, senza quell’atmosfera a cosa servirebbe scendere in campo?”.

Non il campionato ma le dieci squadre che si sono tirate fuori hanno dato l’ok per partecipare alla “Coppa del Centenario” che dovrebbe iniziare il 2 maggio con conclusione a fine giugno. “Da parte mia c’è ancora qualche perplessità, vediamo di conoscere la formula per capire il reale peso degli impegni. Sicuramente sarebbe un torneo molto utile per i giovani del nostro settore giovanile”. Per la famiglia Spadaccini (Antonio medico e il fratello Giancarlo presidente, gli altri due fratelli Michele e Teodoro grandi tifosi) la Vasto Basket è amore vero, com’è stato l’ultimo anno senza poterla vivere? “Ho continuato a guardare partite di basket attraverso i match di Chieti, Teramo, Roseto e Giulianova ma sono partite che mai riusciranno a colmare la passione che ho verso la Vasto Basket e il rumore della palla a spicchi che rimbalza sul parquet, è una mancanza che si sente parecchio ma ancora oggi la salute di ogni singolo essere umano viene prima di tutto ed è giusto che lo sport aspetti ancora prima di poter riprendere”.

Da medico, com’è giusto che sia continua a tener alto il livello di guardia: “Con il Covid e le sue varianti non possiamo assolutamente scherzare e allentare la presa, lo dicono i numeri, l’età media dei contagiati si sta abbassando e proprio l’Abruzzo è una delle regioni italiane più in difficoltà. Sono mesi che non possono trascorrere giornate con i miei figli e i miei nipoti, sono privazioni pesanti ma vanno cancellati tutti i rischi, dovremo stare attenti ancora per un po’, non è ancora il momento del liberi tutti. Dobbiamo fidarci delle leggi della scienza, durante i miei studi da giovane ci si basava sull’eminenza, ora sull’evidenza, la scienza per fortuna da sempre più certezze”. PalaBcc senza basket giocato ma negli ultimi weekend utilizzato per gli screening rivolti ai cittadini vastesi, lo stesso accadrà anche sabato 27 ma l’esperimento, risultato vincente potrebbe tornare utilissimo anche per le vaccinazioni: “Non ci sono ufficialità a riguardo ma il PalaBcc dovrebbe essere un punto nevralgico anche per le vaccinazioni di massa. Da questo punto di vista quando si potrà bisognerà correre anche a Vasto, l’ospedale da solo non può bastare, bisogna accelerare i tempi, solo così potremo avvicinarci alla normalità entro settembre, massimo ottobre”.

Dal basket, alla sensibilizzazione sul vaccino fino ad arrivare alla bici, le due ruote sono l’altra grande passione del dottor Spadaccini un mese fa confermato presidente del Ciclo Club Vasto, realtà che sul territorio è da sempre presente non solo con l’attività sportiva su strada ma anche con convegni e incontri con il fine di avvicinare più persone possibili verso le due ruote. “Se il basket è lo sport che vivo da tifoso e medico in bici per fortuna vado in sella da tantissimi anni. Chi come me è iscritto alle varie federazioni può allenarsi, da questo punto di vista noi ciclisti siamo fortunati. A parte i mesi di marzo e aprile scorsi la bici non l’ho mai abbandonata, lo faccio da sempre e colgo l’occasione anche per farlo ancora, avvicinatevi alle due ruote e non ve ne pentirete. I motivi sono molteplici, lo stile di vita di ognuno ne beneficia, l’esercizio fisico costante è la miglior prevenzione per ognuno di noi. Con la bici possiamo andare ovunque, io ho la fortuna di avere al mio fianco mia moglie Cristina che mi accompagna nelle lunghe pedalate anche lontano da Vasto, in giro per l’Italia e l’Europa ma anche con il bel gruppo del Ciclo Club non mancano gli appuntamenti fissi. In quest’ultimo anno, purtroppo, abbiamo dovuto rivedere i nostri piani, siamo riusciti a muoverci in compagnia per il classico pellegrinaggio in bici da Vasto fino a San Giovanni Rotondo ma appena sarà possibile torneremo a pieno regime con tutti i nostri eventi”.

Girando l’Italia e l’Europa in bici il dottor Spadaccini ha avuto modo di conoscere realtà dove le due ruote ricoprono un ruolo dominante anche in grandi città, sul nostro territorio idee e progetti non mancano ma all’atto pratico siamo ancora indietro di parecchio: “Bisogna ripensare alla gestione degli spazi nelle nostre aree urbane, dall’oggi al domani è impossibile stravolgere un centro abitato ma l’importante è partire. Non voglio addentrarmi in discorsi che scollinerebbero l’ambito prettamente sportivo ma la nostra zona ha ampi margini di crescita per uno sviluppo importante, tratti interamente dedicati alle bici e la Via Verde della Costa dei Trabocchi come esempi, da questo punto di vista serve coraggio, bisogna rischiare e non pensare più solo a un proprio tornaconto personale. La bici in primis è salute ma non solo, dal punto di vista della tutela dell’ambiente e lo sviluppo del turismo è un mezzo che va sfruttato il più possibile”.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it