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Calcio

‘Lupo’ Felice: “A San Salvo tutto tace, mi sto guardando intorno…”

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16/07/2017 – Il capitano biancazzurro, non aspetterà ancora molto l’evolversi delle vicissitudini dell’Us, e dopo ventuno anni potrebbe salutare i biancazzurri. Nel corso dell’intervista ha stilato la sua personale top undici biancazzurra

Un amore lungo ventuno anni. Vicino ad interrompersi o pronto ancora a proseguire? Un dubbio che al momento non trova ancora risposta, difficile azzardare quale sarà l’epilogo ma l’impressione è che anche in questa estate Giuliano ‘Lupo’ Felice attenderà fino all’ultimo di conoscere quali saranno le ambizioni dell’Us San Salvo. Difensore roccioso classe 1991 nato a pane e Us San Salvo, dai primi calci(quando aveva cinque anni) fino all’ultima stagione in Eccellenza, un cammino lungo ventuno anni, dalle giovanili fino all’esordio in prima squadra datato 2007. In questi ultimi dieci anni tra Promozione e sei stagioni di Eccellenza il suo rendimento è stato sempre in crescendo, nelle ultime stagioni oltre ad esserne già da tempo uno dei leader ha anche indossato la fascia da capitano restando sempre fedele a quei colori. Nessuno come lui può vantare così tante presenze in biancazzurro(“non le ho mai contate” dice ma la cifra supera le 270 apparizioni) ma le incertezze che aleggiano sul club sansalvese potrebbero spingerlo verso altre destinazioni.

‘Lupo’ Felice, a ventisei anni ha già attraversato il primo decennale con la maglia della sua città, si sta già preparando in vista dell’undicesima stagione? “La risposta purtroppo non può essere affermativa e mi dispiace, intorno all’Us San Salvo c’è un gran silenzio, a me non sono arrivate telefonate, questa è la mia prima estate  in cui sono proprietario del mio cartellino dopo essere stato sempre vincolato, da capitano continuo a dare la precedenza ai colori della mia città ma si sta perdendo troppo tempo”.

Sei campionati di Eccellenza l’hanno fatta conoscere in Abruzzo e non solo, in attesa di una chiamata sansalvese il suo telefono sta comunque squillando? “Per fortuna si, per questo mi sto guardando intorno, molte società hanno le idee chiare e sono in pieno calciomercato, io sto valutando le proposte che mi sono arrivate da società della zona, vediamo cosa succede nei prossimi giorni”.

Nelle ultime settimana nei suoi confronti non sono mancati i complimenti, compresi anche quelli dell’allenatore Massimo Marinucci accasatosi a Termoli, il suo futuro potrebbe essere molisano? “Con il mister in pochi mesi ho stretto un ottimo rapporto, ci sentiamo quasi tutti i giorni, sarebbe contento di riavermi di nuovo alle sue dipendenze, lo ringrazio per aver pensato a me ma mi sono preso ancora qualche giorno per scegliere il mio futuro”.

Un altro sansalvese doc, Vito Marinelli, l’ha indicata come uno dei difensori più completi della categoria, la stima è reciproca? “Il bomber è in assoluto l’attaccante più forte in Eccellenza, l’ho avuto tanti anni compagno di squadra e ci ha regalato tanti successi, quest’anno da avversario ci ha messo in grossa difficoltà con le sue giocate, per la categoria è sprecato, lo scorso anno con la Vastese non ha avuto la possibilità di mettersi in mostra in D altrimenti avrebbe fatto vedere tutto il suo potenziale, ora sono contento che abbia scelto una piazza ambiziosa come Chieti”.

Nelle ultime estati nella sessione di calciomercato si è spesso ipotizzato un suo divorzio dall’Us San Salvo, restare sempre in biancazzurro potrebbe aver messo un freno alla sua carriera? “Ci ho pensato spesso, me lo hanno detto in molti, probabilmente è vero, mi sono ‘bruciato’ qualche anno che avrebbe potuto regalarmi altre soddisfazioni ma sono sempre stato contento di essere rimasto qui, in dieci anni ho sempre scelto con la mia testa, per me è un onore indossare maglia e fascia di capitano della mia città”.

Nelle ultime stagioni, specie sotto le gestioni Gallicchio e Rufini avete partecipato ai playoff vincendo anche una Coppa Italia regionale, ripensando a quegli anni l’Us ha raccolto quanto meritava o avreste potuto ambire a qualcosa in più? Con Gallicchio eravamo un gruppo composto da tanti ragazzi, siamo cresciuti molto in quegli anni sotto più aspetti ma nei momenti cruciali è venuta meno l’esperienza, al contrario sotto la guida Rufini ho avuto la fortuna di poter allenarmi con giocatori più maturi, il trionfo in Coppa è stato storico per questa società, in campionato avremmo potuto fare sicuramente di più ma alcuni episodi in partite decisive non ci hanno aiutati”.

Escludendo gli undici anni nel settore giovanile restano gli ultimi dieci in prima squadra, ha giocato con parecchi compagni, è pronto a stilare la miglior top undici biancazzurra, naturalmente con lei in campo? “Ci sto, in un ipotetico 433 dovrò sceglierne dieci ma in tutti questi anni ho avuto la fortuna di allenarmi con giocatori davvero forti, alcuni sono diventati grandi amici anche fuori dal campo, da molti ho provato a ‘rubare’ qualche caratteristica, a San Salvo ci sono stati sempre splendidi gruppi”.

Partiamo dal portiere, immaginiamo che il cognome possa iniziare per C, quale sceglie? “Scelta non semplice, con Cianci, Cattenari e Cialdini siamo stati sempre al sicuro ma scelgo l’ultimo, Antonio è cresciuto molto, in questi ultimi due anni si è rivelato una presenza fondamentale, poi con lui ho un grande rapporto anche fuori dal campo”.

In difesa l’abbiamo vista in questi anni occupare sia la corsia destra che la zona centrale, qual è il ruolo che più preferisce? “Ormai non fa quasi più differenza, da centrale difensivo mi piace perché è un ruolo dove le responsabilità aumentano ma da terzino destro mi sento molto più a mio agio, mi piace spingere e cercare l’affondo senza però lesinare la fase di copertura”.

Nel quartetto difensivo una slot è già occupata, nelle altre tre chi piazziamo? “Al centro Nando Giuliano e Luigi Ianniciello, due che non hanno bisogno di presentazioni, parlano le rispettive carriere mentre a sinistra scelgo Daniele Izzi, con lui quello in biancazzurro è un percorso a braccetto, se io sto in prima squadra da dieci anni lui è arrivato un anno dopo di me, tanti anni che ci hanno fatto diventare grandi amici anche nella vita di tutti i giorni”.

Nel cuore del gioco lo scacchiere andranno inserite tre pedine, cervello o polmoni? “Il giusto mix tra tanta qualità e altrettanta grinta, non può mancare l’argentino Rodrigo Veron, con lui Gianluca Di Pasquale ma soprattutto Roberto Antonaci, nell’anno del mio esordio in prima squadra era il capitano e mi diede consigli preziosi”.

Nel tridente offensivo l’impressione è che la strada sia segnata in partenza o dobbiamo aspettarci qualche sorpresa? “Non me ne vogliano gli altri attaccanti con cui ho giocato ma non posso scegliere altri se non Vito Marinelli supportato da Andrea Antenucci e Rosario Di Ruocco, un tridente da far stropicciare gli occhi, insieme si completavano meravigliosamente, non so se in Eccellenza ci sia mai stato un fronte offensivo così ben oliato ma so che ce l’hanno invidiato in molti”.

Tanti bei ricordi del passato ma c’è un presente con vista sul futuro ancora tutto da scrivere, se dovesse restare in Eccellenza abruzzese quali sensazioni proverebbe nell’affrontare quella che per ventuno anni è stata la sua casa? “San Salvo è e resterà sempre casa mia, all’eventualità di trovarmi i colori biancazzurri da avversario ci sto pensando molto in questi giorni, mi immagino uno strano approccio con sensazioni contrastanti ma tutto finirebbe resterebbe in quei novanta minuti, poi amici come sempre ma ripeto, non ancora ho deciso nulla sul mio futuro, mi sono preso ancora qualche giorno, vorrei capire quali sono le reali intenzioni a San Salvo…”.

Antonio Del Borrello – antoniodelborrello@vasport.it