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I viaggi di… Roberto! Ottava tappa

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Continua il nostro tour lungo le coste del Mediterraneo raccontate dal ciclista scernese Roberto Falliva che ci fa immergere nei suoi ricordi grazie a foto e racconti. Vediamo quindi dove ci porta oggi.

Dedico l’ottava tappa virtuale sulle coste del Mediterraneo alla Corsica, isola francese, ma almeno geograficamente italiana. È proprio in Corsica che sono diventato un cicloviaggiatore perché il mio primo viaggio interamente a pedali l’ho percorso sulle sue strade strette e tortuose, ma bellissime. Grazie all’altitudine media del suo territorio di oltre 500 metri è definita come “la montagna in mezzo al mare” e numerose sono le vette sopra i 2000 metri a breve distanza dalla costa. C’è una netta differenza fra la parte occidentale dall’isola e quella orientale, molto più frastagliata, alta e rocciosa è la costa ovest, più bassa, pianeggiante e sabbiosa è quella rivolta verso l’Italia. Inutile dire che in bici le strade più emozionanti non sono mai quelle facili, pianeggianti e dritte ma quelle con tante curve e salite, che insieme garantiscono punti di osservazione sempre diversi. Nella Corsica occidentale si può affermare che non sai mai quale spettacolo vedrai dopo una curva.

Sono tanti i posti che meriterebbero di essere citati, senza dubbio fra questi c’è Bonifacio, il paese più meridionale dall’isola e della Francia, che dà anche il nome alle Bocche di Bonifacio, lo stretto che separa Corsica e Sardegna con un tratto di mare di 12 km, rinomato fra i navigatori per le forti correnti. È una località dalla lunga e travagliata storia, che seppe resistere ad assedi ed assalti di pirati grazie alla sua posizione, oltre che alle fortificazioni costruite dai genovesi, ma anche ad alcuni accorgimenti per la raccolta dell’acqua piovana e ai magazzini per conservare le derrate alimentari. Camminare per i suoi vicoli con le alte case dotate di scale ripide, che anticamente venivano rimosse all’occorrenza, lascia immaginare periodi storici in cui resistere significava sopravvivere. Posizionata su una falesia calcarea alta 60 metri ha davanti a sé il mare aperto e dietro di sé un fiordo stretto e lungo che costituisce un perfetto porto naturale al riparo delle correnti. Un posto che a mio avviso emana un fascino particolare, in particolare in inverno quando non è preso d’assalto dai turisti

Una zona molto ricca di bellezze paesaggistiche è quella costituita dalla Riserva di Scandola e dai Calanchi di Piana che sono anche un sito tutelato dall’Unesco. Scandola è un parco marino e terrestre che per la sua asprezza è visitabile solo via mare, infatti le sue rocce rossastre si elevano dal mare per centinaia di metri

I Calanchi di Piana sono rocce di granito rosso molto simili a quelle di Scandola, che grazie ai fenomeni erosivi hanno assunto le forme più diverse tanto da creare una sorta di paesaggio fiabesco. C’è una strada vertiginosa scavata nella roccia che percorre la zona dei Calanchi, ed essendo alta e a picco sul mare regala panorami magnifici. Il paese di Piana, da cui i Calanchi prendono il nome, è situato a 440 metri di altezza ma con un tortuosa strada in soli 5 km si scende al mare.

Altro posto molto suggestivo per la sua posizione, allo sbocco sul mare di una valle verdeggiante, è Porto, con la sua spiaggia e il suo golfo incastonati fra le montagne. La strada che ci arriva è alta e ad un certo punto si vede il paese in basso davanti al blu intenso del mare antistante, ed è una di quelle cartoline che non si dimenticano.

Infine un cenno sul Desert des Agriates, che è una zona di litorale protetta di circa 40 km nel nord ovest, in cui non vi sono strade che possano definirsi tali. Ci sono solo sentieri accidentati percorribili con veicoli adatti. È una zona selvaggia che custodisce alcune delle più belle spiagge della Corsica

E’ termina qui un altro avvincente viaggio raccontatoci da Roberto. Vi aspettiamo sempre lunedì prossimo per continuare questo nostro tour virtuale. Non mancate!

redazione@vasport.it