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I viaggi di… Roberto! Undicesima tappa

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In questa undicesima tappa entriamo in Grecia, la nazione che dal punto di vista geografico ha la costa più frastagliata fra tutti i paesi mediterranei che ho attraversato e, come la Croazia, ha un rapporto fra superficie totale del territorio ed estensione costiera molto sbilanciata verso il mare, avendo ben 13.600 km di costa. Per fare un paragone la Cina ha circa lo stesso sviluppo costiero ma è oltre settanta volte più grande. Nonostante la Grecia sia associata al mare e alle isole in realtà il suo territorio è per l’80% montuoso e questa è una caratteristica che io prediligo: montagna e mare insieme rendono il paesaggio più vario.

Prima di parlare dei posti racconto un incontro che mi ha colpito molto, mentre pedalavo ad un certo punto ho incontrato una coppia di genitori con due bambini, ognuno in sella alla sua bici, erano carichi di bagagli ed era evidente che stessero viaggiando. Essendo gennaio non avevo ancora incontrato cicloturisti, loro erano i primi, così ci siamo fermati un po’ a parlare. Ero molto curioso di sapere, per via della presenza dei bambini, da dove venissero e dove fossero diretti. Erano arrivati fino in Grecia in inverno dalla Francia e già rimasi stupito dalla cosa, ma quando mi hanno detto che erano diretti in Vietnam sono rimasto letteralmente sconvolto. Ne ho incontrati tantissimi in giro per il mondo di cicloviaggiatori, anche gente che ha viaggiato ininterrottamente per anni in tutto il mondo, ma una coppia di genitori con due bambini in sella alla propria bici era la prima volta. Per un po’ li ho seguiti tramite il loro sito internet e ho potuto verificare che i bambini erano perfettamente a loro agio nelle tende o nelle altre sistemazioni arrangiate nelle quali sostavano. In Vietnam ci sono arrivati probabilmente facendo un tratto in aereo, ma comunque è una cosa notevole a mio avviso.

Uno dei posti più incredibili della Grecia è lontano dal mare, ma merita una deviazione, seppure impegnativa: sono i monasteri delle Meteore. In greco meteora significa “sospeso in aria” ed effettivamente questi monasteri sono stati costruiti sopra vertiginose pareti di roccia proprio per isolarsi il più possibile dal resto del mondo. Percorrendo in bici l’itinerario circolare le vedute che si susseguono, anche dello stesso monastero, cambiano continuamente, tanto da dare l’impressione che si tratti di un monastero diverso, mentre è cambiata solo la prospettiva. Un luogo assolutamente unico, inserito a giusto titolo nei siti tutelati dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità

Molto più a sud, fra Grecia continentale e Peloponneso c’è un’opera che ha una rilevanza storica: il canale di Corinto. Dal VI secolo a.C. in poi ci hanno provato in tanti a scavare questo canale che unisce Ionio ed Egeo e permette di risparmiare 700 km di navigazione: antichi greci, antichi romani, veneziani, ma nessuno ci è riuscito, solo nel 1893 l’impresa è stata portata a termine, non senza problemi. È lungo 6,3 km ed è largo 20 metri. Oggi però le navi sono molto più grandi che in passato, di conseguenza una buona parte di esse non può passare. Una curiosità: per secoli le navi sono passate “via terra”, infatti gli schiavi le tiravano fuori dall’acqua e le trascinavano sui rulli per tutti i 6 km.

Siamo quindi arrivati alla fine della undicesima tappa. Vi aspettiamo, come sempre, lunedì prossimo per l’ultima ed avvincente viaggio del cicloturista scernese, Roberto Falliva.

redazione@vasport.it

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