Connect with us

Rubriche

I viaggi di… Roberto! Ultima tappa

Published

on

Siamo così arrivati all’ultima delle tappe virtuali con la quale ho ripercorso a grandi linee il mio itinerario ciclistico lungo tutta la costa del Mediterraneo europeo. Racconto un episodio divertente che mi è capitato sull’isola greca di Eubea, a Chalkida, che è il suo principale centro abitato. Ho pernottato in un hotel nel quale c’era un altro abruzzese, di Manoppello. Lui era lì per lavoro, ho incrociato dei suoi colleghi pugliesi che gli hanno parlato di me. Quando ha saputo che c’era uno con il quale poter parlare in dialetto mi ha cercato per tutti i ristoranti del paese ma non mi ha trovato, però mentre camminavo per strada mi sono sentito chiamare da lontano per nome: Roberto? Io molto stupito, dato che non ci conoscevamo, gli ho chiesto come aveva fatto a capire che ero io, lui ha risposto che gli abruzzesi si riconoscono, ma temo che sapesse come ero vestito! Così abbiamo passato il resto della serata davanti a una birra, parlando del calciatore Verratti suo compaesano, come avrebbero fatto due vecchi amici anche se non ci eravamo mai visti prima.

Come ben sappiamo in Grecia ci sono le nostre radici culturali in quanto la cultura romano-latina ha fondato le sue basi su quella ellenistica preesistente e florida. Girare per la Grecia significa inevitabilmente girare anche fra i luoghi della mitologia greca. Fare i 42 km da Atene a Marathonas non può non ricordare che la maratona odierna deriva dalla leggenda del soldato Filippide che corse quel tragitto per avvisare della vittoria di Atene sui persiani nella battaglia di Maratona. Così quando ho attraversato il fiume Acheronte la mia memoria è andata alla Divina Commedia, nella quale Dante, rifacendosi alla mitologia greca, collocava il confine fra il mondo dei vivi e l’oltretomba. Oppure il monte Olimpo che era la dimora degli dei, così il Parnaso dimora di Apollo o Delfi, l’ombelico del mondo antico, solo per fare qualche esempio.

Nel nord della Grecia nei pressi di Salonicco c’è la Penisola Calcidica che ha tre propaggini lunghe e strette, una di queste, Sythonia, ha numerose spiagge bellissime immerse in un ambiente incontaminato. Un’altra propaggine è il Monte Athos, un luogo molto particolare popolato solo da monaci ortodossi, dove per entrare è necessario un permesso di soggiorno con l’ingresso vietato alle donne. Il territorio è estremamente aspro in quanto in pratica è una montagna di oltre 2000 metri direttamente affiorante dal mare.
Negli ultimi 700 km circa del mio viaggio ho seguito più o meno il tracciato dell’antica via Egnazia, strada romana che costituiva il prolungamento oltre Adriatico della via Appia fra Roma e Brindisi. Le due strade, separate da una traversata in mare, consentivano di congiungere Roma con Costantinopoli, l’attuale Istanbul.

Il 14 agosto scorso ho oltrepassato l’ultimo confine, quello fra Grecia e Turchia da cui Istanbul dista 250 km. Già 50 km prima del centro della città il traffico cambia completamente, le strade si fanno larghe e trafficatissime tanto che in alcuni tratti quasi non riuscivo a capire quante corsie ci fossero, è la più grande città che ho attraversato finora. Istanbul è una megalopoli di 15,5 milioni di abitanti ed è l’unica megalopoli divisa fra due continenti e regioni, la Tracia in Europa e l’Anatolia in Asia. La meta finale del mio lungo viaggio era il Bosforo, cioè il tratto di mare interno alla città oltrepassato il quale si entra in Asia. Una volta arrivato a destinazione è iniziato il viaggio a ritroso per tornare in Grecia a Salonicco dove avevo lasciato la macchina, infatti l‘ultimo tratto è stato Salonicco – Istanbul di circa 650 km. Arrivato al confine fra Turchia e Grecia, che pochi giorni prima avevo attraversato nella direzione opposta ho trovato una sgradita sorpresa: a causa dei rapporti deteriorati fra i due paesi non mi hanno fatto passare! Così sono dovuto tornare a Istanbul dove ho preso un aereo per Roma. A Fiumicino ho spedito la bici a Vasto con l’autobus. Infine dopo due notti a Roma ho potuto prendere un aereo per Salonicco per andare a riprendere la mia macchina e tornare nuovamente in Italia, questa volta con la nave. Praticamente un’odissea!

E siamo così arrivati alla fine di questo interessante ed avvincente viaggio ma è solo un arrivederci. In futuro torneremo in sella alla bicicletta di Roberto che sicuramente vorrà portarci nuovamente su percorsi inesplorati.

redazione@vasport.it