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Quando lo sport è cultura

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Lo sport viene spesso inteso come attività ricreativa per coloriti spettatori che si ritrovano ad incitare i propri beniamini negli stadi e nei palazzetti. A molti pare che il singolo subisca una spersonalizzazione nel seguire un match in tv o dal vivo della squadra o del campione del cuore. C’è chi addirittura pensa che lo sport sia uno spettacolo riservato ad un pubblico popolano poco sensibile a tutte le altre forme di espressione intellettuale.

Lo sport invece è cultura vera e propria ed è per questo che interessa a tutti, ma in pochi si soffermano a riflettere cosa possa centrare realmente lo sport con la cultura.

Se tutti provassimo a pensare a quell’azione magistrale di quel campione che ci ha trasmesso una forte emozione positiva, e se soltanto riuscissimo a comprendere che quell’emozione non è altro che la risposta della nostra anima all’espressione del talento dell’atleta, sicuramente potremmo dare una collocazione tra le arti allo sport. Il talento in tutte le sue forme, non è altro che la massima rivelazione della profondità di un’atleta, di un pittore, di un poeta, di uno scienziato o di un musicista. Quanti artisti si sono ispirati allo sport per creare le proprie opere più importanti? Potrei citarne alcuni: Dallo scultore Mirone con il suo Discobolo realizzato nel 455 a.C., ora esposto al British Museum, opera che viene citata in tutti i libri di storia dell’arte, fino ad arrivare al pittore futurista Carlo Carrà con l’opera “La partita di pallone” del 1934, attualmente esposta presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, e al grande Umberto Saba nella sua celebre poesia Goal, che l’artista scrisse come dedica alla sua amata Triestina, poesia che fa parte del 3° volume del notissimo Canzoniere, composto tra il 1933 e il 1954. Lo sport è sempre più al centro dei dibattiti di filosofi, psicologi, medici etc. Stanno addirittura nascendo nuove professioni legate allo sport basate su una buona preparazione universitaria. Non possiamo assolutamente non parlare del ruolo sociale che lo sport continua ad avere ed avrà in futuro. Ottimo strumento di aggregazione, consente l’interazione tra persone di ogni genere, razza, sesso, religione, ceto sociale etc., consentendo a chi lo pratica e lo segue di acquisire quella conoscenza tale da permettergli di capire che ognuno di noi è diverso, affinché finalmente vengano del tutto abbattute quelle barriere costruite da credenze limitanti, per consentire in questa società lo sviluppo di una nuova mentalità di unione, libertà e convivenza pacifica.

Sabrina Felici
sabrinafelici@vasport.it